domenica 19 ottobre 2008

LE INSIDIOSE TRAPPOLE DELL'IGIENE

SIAMO TROPPO PULITI?
Meno germi, più allergie.
Ora questa ipotesi si estende al diabete e ai tumori


L’«ipotesi igienica» non è più una curiosità come sembrava quando fu proposta, alla fine degli Anni Ottanta, dall’epidemiologo britannico David Strachan, che attribuiva alla minore esposizione ai germi durante l’infanzia l’aumento delle malattie allergiche nei Paesi più ricchi. A conferma della sua teoria diversi studi mostravano come la probabilità di soffrire di eczema, raffreddore da fieno, o asma era più bassa tra chi aveva molti fratelli, aveva frequentato l’asilo nido fin dai primi mesi di vita, o comunque, vivendo in contesti socioeconomici più sfavorevoli, aveva contratto l’epatite A, la salmonellosi o altre malattie che si trasmettono in condizioni igieniche inadeguate. «Oggi a queste prove indirette si sono aggiunti esperimenti di laboratorio e studi su modelli animali — spiega Paolo Maria Matricardi, che attualmente è senior scientist presso il Dipartimento di pneumologia e immunologia pediatrica dell’Università di medicina Charité di Berlino —. Esaminando l’incidenza di allergia nei militari, per esempio, abbiamo dimostrato che l’effetto protettivo, più che dalle infezioni respiratorie, che anzi possono innescare l’asma, viene da germi trasmessi da mani poco pulite e da cibi contaminati».
L’ipotesi igienica si è intanto estesa: le difese dell’organismo umano, non dovendosi cimentare con le molteplici infezioni cui è stato esposto per millenni, si rivolgerebbero non solo contro elementi di per sé innocui, come nelle malattie allergiche, ma anche verso tessuti e organi propri, scatenando malattie autoimmuni, come il diabete, la sclerosi multipla o il morbo di Crohn. Per studiare l’applicazione della teoria igienica al diabete di tipo 1 l’Unione europea ha stanziato 6 milioni di euro. Si è osservato, infatti, che in Finlandia il diabete è 6 volte più comune che in Russia e che in alcune regioni della Russia sono più frequenti le infezioni intestinali: il progetto Diabimmune, dovrà stabilire, indagando su 7 mila bambini, se c’è un legame tra queste due circostanze. La linea di ricerca più innovativa e di cui si è finora meno sentito parlare, però, è quella che riguarda i tumori, perché anche la loro genesi è tenuta sotto controllo dal sistema immunitario. Si è partiti dall’osservazione che i bambini inseriti al nido nei primi mesi di vita hanno un rischio ridotto di ammalarsi di leucemia infantile, o di sviluppare da grandi il linfoma di Hodgkin, tumore del sistema linfatico che è meno frequente anche nei giovani con più fratelli maggiori.
Anche le difese immunitarie contro i tumori vengono attivate dal contatto con i germi, soprattutto dalle componenti di alcuni batteri, chiamate endotossine, — spiega il professor Giuseppe Mastrangelo, del Dipartimento di medicina ambientale e sanità pubblica dell’Università di Padova — con cui vengono particolarmente a contatto alcune categorie professionali, come gli allevatori e i lavoratori dei cotonifici». «Chi lavora nelle stalle, per esempio, ha cinque volte meno probabilità di avere un cancro al polmone rispetto ai contadini che non allevano animali — prosegue l’epidemiologo padovano — . Il rischio diminuisce quante più sono le mucche da accudire e torna ad aumentare col tempo se gli allevatori cambiano lavoro. In maniera analoga, le addette alla lavorazione del cotone sembrano protette, oltre che nei confronti del tumore al polmone, anche verso il tumore al seno, al fegato, allo stomaco, al pancreas. E pure in questo caso l’effetto protettivo è tanto maggiore quanto più intenso e lungo è stato il contatto con l’endotossina, presente nella polvere di cotone, così come nel letame».

venerdì 17 ottobre 2008

SOSPENSIONE TEMPORANEA ESAMI PER AGGIORNAMENTO SISTEMA INFORMATICO

Nei prossimi giorni il sistema informatico dell'AVIS Provinciale subirà un condizionamento causa le operazioni di fusione con il sistema Ospedaliero.
Tale fusione richiede il fermo di alcune operazioni per consentire il cambio e la verifica di nuovi programmi.
Vi informiamo pertanto che nei giorni da martedì 21 a venerdì 24 ottobre non potranno essere effettuati gli esami per i nuovi donatori e la ripetizione degli esami.
Le donazioni, al contrario, potranno essere effettuate regolarmente come consuetudine.
Dopo tale periodo tutto riprenderà regolarmente.

domenica 12 ottobre 2008

PREVENZIONE da INFEZIONE WNV

Da lunedì 6 ottobre fino a nuova comunicazione, si avvisa che in osservanza ad una direttiva del Centro Nazionale Sangue devono essere sospesi per 28 giorni dalle donazioni di sangue ed in aferesi i donatori che abbiano soggiornato nelle ore serali e notturne, e almeno per una notte, nelle aree delle province di Bologna, Ferrara, Modena e Ravenna per prevenire infezione trasfusionale da WNV (West Nile Virus).
Tale misura precauzionale si è resa necessaria a seguito della diagnosi nella provincia di Bologna di un caso di meningo-enfacelite da WNV.

Cosa è il WEST NILE VIRUS?
E' un virus appartenente al genere dei flavivirus e viene trasmesso attraverso la zanzara della specie Culex.
La trasmissione umana non è stata provata anche se si è verificato un caso sospetto a seguito di trasfusione di sangue.
Gli uccelli hanno un ruolo centrale nella diffusione della malattia essendo essi un serbatoio naturale dell'infezione.
Manifestazione e sintomi della malattia
La maggior parte delle infezioni da West Nile Virus decorre in modo del tutto asintomatico.
Le forme non complicate si manifestano dopo un periodo di incubazione di 2-14 giorni, con febbre >39°C, cefalea, mialgia, sintomi gastrointestinali; generalmente la fase acuta della malattia si risolve in una settimana, ma può permanere a lungo uno stato di astenia; in circa il 50% dei casi si può riscontrare un rash maculopapulare e linfoadenopatia. In alcuni casi la malattia si manifesta come una meningoencefalite e si presenta con vomito, diminuzione dei riflessi tendinei profondi, debolezza muscolare, paralisi flaccida, insufficienza respiratoria, alterazioni dello stato mentale fino al coma. La mortalità è intorno al 4-14% con un maggior rischio di esito fatale nei pazienti anziani. Altre manifestazioni rare sono le miocarditi, pancreatiti ed epatiti fulminanti.

AVIS CERCA NUOVI MEDICI

L'AVIS Provinciale Bergamo è alla ricerca di nuovi medici, in particolare neolaureati (non in specialità e che non seguano il corso triennale di medicina generale) o pensionati, da inserire nell'equipe dedicate alle Unità di Raccolta che operano in provincia.

Gli interessati possono telefonare al Centro AVIS di Monterosso allo 035/342222 dal lunedì al venerdì, dalle 11 alle 12 oppure inviare un CV in formato europeo all'indirizzo e-mail: segreteria@avisbergamo.it

Le Unità di Raccolta avisine sono dislocate presso le strutture ospedaliere di Seriate, Treviglio, Romano di Lombardia, Trescore, Calcinate, ponte san Pietro, Gazzaniga, Zingonia, San Giovanni Bianco, Piario e Sarnico.

giovedì 7 agosto 2008

martedì 5 agosto 2008

Assenze garantite per i donatori di sangue

Le norme "anti-fannulloni"
colpiscono i volontari: stipendio decurtato
La protesta delle associazioni.
E il ministro fa marcia indietro
ROMA - Le misure anti-fannulloni non colpiranno i donatori di sangue e di midollo osseo. Dopo la denuncia pubblicata su Repubblica, il ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta fa marcia indietro e spiega: "Nessuna penalizzazione dei lavoratori pubblici che, con grande senso di altruismo, compiono un gesto di solidarietà ".
Una modifica al decreto 112, contenente le norme anti-assenteismo, permetterà che i dipendenti pubblici continuino, grazie al contributo Inps, a ricevere la paga piena in caso di assenza dal lavoro per donare il sangue o le cellule staminali ad uso trapianto emoproteico.
Era dal 1990 che una legge italiana prevedeva per i donatori che lavorano, nel pubblico o nel privato, il giorno di permesso pagato al 100%. Principio che il governo Berlusconi nel 2005 aveva confermato. In pratica, fino all'approvazione della norma, chi prendeva un giorno libero per donare il sangue riceveva la paga piena, grazie al contributo dell'Inps. Un sistema che le nuove norme varate dal governo hanno smantellato, prevedendo che il giorno della donazione mancherà dalla retribuzione aggiuntiva, quella legata alla contrattazione integrativa (fino al 30% del totale) e che tra le tante voci aveva anche la donazione di sangue."
Non importa quanti soldi sono. Fossero anche 5 euro si tratta di una cosa ingiusta. Questa è gente che fa del bene, che aiuta altri a vivere. Non deve rimetterci niente" denuncia oggi su Repubblica, Andrea Tieghi, presidente nazionale di Avis e attualmente anche portavoce di Civis, il coordinamento che raccoglie tutte le grandi associazioni di donatori. Una protesta davanti alla quale Brunetta ha fatto marcia indietro. Promettendo che tutto tornerà come prima.
(5 agosto 2008)

lunedì 4 agosto 2008

Donazioni in calo, è emergenza sangue gruppo 0


È di nuovo emergenza sangue in bergamasca. Da qualche mese, infatti, l’Avis provinciale registra un calo di donazioni. A lanciare il nuovo appello perché ad agosto la situazione non peggiori sono Tiziano Gamba e Domenico Giupponi, presidente e direttore sanitario dell’associazione di donatori di sangue. «Le malattie che necessitano di terapia trasfusionale e gli interventi chirurgici, soprattutto trapianti, - precisano i due dirigenti - non vanno in vacanza, di sangue ed emoderivati c’è necessità durante tutti i mesi dell’anno».
L’invito è indirizzato ai 35.000 avisini della provincia, in particolare di gruppo sanguigno 0 positivo e negativo, pronti per la donazione, quindi in buone condizioni di salute, non sospesi, con esami sulla donazione precedente nella norma, che non abbiano donato sangue negli ultimi 90 giorni, se maschi, e negli ultimi 6 mesi se donne in età fertile.

È importante che vengano rispettati anche gli appuntamenti già fissati per le donazioni in aferesi – dichiara Barbara Giussani, responsabile sanitaria delle Unità di raccolta Avis – o almeno che si avvisi il centro del Monterosso in caso di impossibilità alla donazione così che si possano inserire altri donatori in attesa. L'attività di aferesi, in particolare per le donazione piastrine-plasma, globuli rossi-plasma, globuli rossi-piastrine – continua la dottoressa Giussani - necessita di una programmazione accurata per potere assicurare quotidianamente l'apporto trasfusionale in particolare a malati di tumore, pazienti trapiantati e neonati prematuri.

Per scegliere dove donare non c’è che l’imbarazzo della scelta, dagli ospedali di Seriate, Treviglio, a quelli di Romano di Lombardia, Trescore, Calcinate, Ponte San Pietro, Gazzaniga, Zingonia, San Giovanni Bianco, Piario, Sarnico, oltre ovviamente al centro Avis del Monterosso - dove si può effettuare anche la donazione in aferesi – a Bergamo, in via Da Vinci 4, tel. 035.342222, aperto tutti i giorni dalle 7.30 alle 10.30.

Quello dell’emergenza sangue non è un problema solo bergamasco. Anche nel resto d’Italia si deve cominciare a fare i conti con un’autosufficienza non più così certa, come per gli anni passati. Lo spiega Tiziano Gamba che è anche responsabile di Avis nazionale per l’autosufficienza di sangue. Le esigenze di trasfusioni, si pensi al consumo clinico nei centri d’eccellenza e quindi ai trapianti sempre più numerosi, ma anche alle cure per altre patologie tumorali, in particolare di globuli rossi, sono cambiate e soprattutto aumentate. Questo significa – la Lombardia ne è un esempio – che consumiamo molto più sangue e di conseguenza ne abbiamo a disposizione sempre meno per le altre regioni e per far fronte a situazioni di criticità improvvise conseguenti a carenze di sangue. A questo punto – secondo Tiziano Gamba - due sono le strade obbligate da percorrere: un maggior coordinamento, a cominciare proprio dalla Lombardia, tra Regione e Avis per individuare insieme - sulla base di monitoraggi e approfondite analisi dei consumi e delle esigenze - interventi più razionali ed efficaci e aumentare la base dei donatori. Perché ricevere sangue è un diritto, ma donarlo è un dovere civile.


SE MANCA LA PIOGGIA SPERIAMO NEL CIELO...
...SE MANCA IL SANGUE SPERIAMO IN TE